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GEOGRAFIA INTERIORE DI GIOVANNI SATO

GEOGRAFIA INTERIORE DI GIOVANNI SATO

Se gli ingranaggi del pensiero non mettessero a tacere i palpiti del cuore, sarebbe possibile avvertire: «Quel senso d’appartenere / ad un più grande giro, / che non sia il solito / interrompersi del cammino». Solamente a patto di ascoltare quanto sa il cuore, afferma Giovanni Sato: «Arriverò a comprendere, / le curve che schiudono il mondo / in fattezze più umane». Nella Geografia interiore (Biblioteca dei leoni) che egli tratteggia, ritroviamo una poesia saldamente ancorata alla realtà, al bisogno di certezze, di assoluto e armonia. Poiché viaggiare è «un turbinare di coralli / fuori dall’acqua per mostrare / l’interiore volto degli Spiriti delle pietre», occorre sapersi porre in sintonia con quanto ci circonda. Se ci Continua a leggere →

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FRANCO LOI E IL DIALETTO

FRANCO LOI E IL DIALETTO

Secondo Franco Loi, il grande avvento della poesia in dialetto degli ultimi anni si comprende meglio se si accantona per un momento l’immagine storica di un mondo in progresso e si riascolta la lezione antica che vuole il mondo come decadenza e perdita e la lotta degli uomini contro la decadenza e la violenza per la conservazione dei valori. Gli stretti legami tra una filosofia del “paradiso perduto” o della “cacciata” e il cantare poetico che in sé presuppone la nostalgia e la memoria sono facilmente rilevabili, sempre secondo Loi, se appena si pensa all’infanzia e alla sua irripetibile pienezza e forza evocativa nella vita di ogni uomo e di ogni popolo. Il dialetto, erede delle tradizioni orali di una gens, Continua a leggere →

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: LOI

Franco Loi

Sèm poca roba, Diu, sèm squasi nient

Sèm poca roba, Diu, sèm squasi nient,

forsi memoria sèm, un buff de l’aria,

umbría di òmm che passa, i noster gent,

forsi ‘l record d’una quaj vita spersa,

un tron che de luntan el ghe reciàma,

la furma che sarà d’un’altra gent…

Ma cume fèm pietâ, quanta cicoria,

e quanta vita se porta el vent!

Andèm sensa savè, cantand i gloria,

e a nüm de quèl che serum resta nient.

(Siamo poca roba, Dio, siamo quasi niente, / forse memoria siamo, un soffio d’aria, / ombra degli uomini che passano, i nostri parenti, / forse il ricordo d’una qualche vita perduta, / un tuono che da lontano ci richiama, / la forma che sarà di altra progenie… / Ma come facciamo pietà, quanto dolore, / e quanta vita se la porta il vento! / Andiamo senza sapere, cantando gli inni, / e a noi di ciò che eravamo non è rimasto niente.)
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SUSANNA PIANO IN ‘MATERNALIA’

SUSANNA PIANO IN ‘MATERNALIA’

Due voci, Brunella Pelizza e Susanna Piano, in Maternalia (Nino Aragno Editore) si sono unite per dire la pluralità di ciò che è singolare come la maternità, uno stato che è “viscerale profondo primordiale“, che si avvale dell’istinto, ma che ha bisogno di un continuo ed individuale apprendistato. Oggi che per molte donne la maternità è scelta consapevole più che costrizione, suona a festa la gioia e la sorpresa per “il dono di dare la vita“, per il “miracolo del latte materno!” come testimoniano le due autrici Brunella Pelizza e Susanna Piano, stupefatte per la “vocazione inaspettata” che le ha investite con la gravidanza e le ha ispirate ad unire le loro esperienze. Due madri si dicono e Continua a leggere →

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ELIO PAGLIARANI & LA RAGAZZA CARLA

ELIO PAGLIARANI & LA RAGAZZA CARLA

Come si vede bene nella sua antologia La ragazza Carla e nuove poesie (Mondadori, a cura di Alberto Asor Rosa), Elio Pagliarani continua a marcare un territorio personalissimo che è sostanzialmente quello già tutto dichiarato nel poemetto del 1962 La ragazza Carla. Tra i Novissimi, Pagliarani si differenzia sia da Sanguineti (che tenta una raffinata ricomposizione del linguaggio poetico), sia da Porta (che ha progressivamente ordinato la sua tensione oggettuale, la scansione martellante degli eventi, su una direttrice psicoanalitica o psicopatologica), sia da Giuliani (che ha privilegiato nel tempo la sistemazione pratica dei ritagli di vita, del desiderio del pensiero, Continua a leggere →