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PER ROSSANA OMBRES

PER ROSSANA OMBRES

Rossana Ombres (1931-2009). Scrittrice, giornalista, critico letterario de La Stampa, e soprattutto poetessa, è stata la prima donna a vincere il Viareggio per la poesia, nel 1974, con Bestiario d’amore. Ha esordito, ancora universitaria, nel 1955 con Orizzonte anche tu (Vallecchi), a cui si sono aggiunte Le ciminiere di Casale (Feltrinelli, 1962), e L’ipotesi di Agar (Einaudi, 1968). È presente nelle antologie di Biancamaria Frabotta, Pansa (con una breve ma importante introduzione di Sanguineti), Porta, Doplicher; è stata tradotta in numerosi paesi. L’ipotesi di Agar è costituito di testi pensati per la rappresentazione, esempio di “poesia-teatro” –tanto da esserci dei brani “d’appoggio per una eventuale messinscena”– testi essenzialmente femminili, scritti dalla parte delle, e per le, donne. Poesie Continua a leggere →

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IL CONFINE DI BRUNO BALZAN

 

IL CONFINE DI BRUNO BALZAN

“Siamo il nostro mistero che la ragione non comprende…il senso nascosto che ci ricollega al nostro giusto”: negazione ermetica dell’essere in Voci di confine (Biblioteca dei Leoni) segna la poesia di Bruno Balzan, che in tali versi posti a sigillo dell’opera ne esprime l’essenza più intima e veritiera. Tramite strofe strettamente inter-connesse in una rete lessicale e contenutistica ben definita, l’autore ci conduce alla ricerca dell’etica di un corpo che sfugge a sé stesso, estraniandosi nel nulla assoluto (“Questo corpo ha tutta l’aria di uno straniero che vuole impadronirsi della mia presenza”). Neppure la Morte, fedele serva dell’anima, riesce a districare quel filo montaliano che non tiene, Continua a leggere →

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LA POESIA DI ALESSANDRO AGOSTINELLI

LA POESIA DI ALESSANDRO AGOSTINELLI

Se si dovesse tentare di definire il tratto fondamentale della poesia di Alessandro Agostinelli si potrebbe usare la parola “disponibilità”. In effetti, i testi di Poesie della Linea Orange (Edizioni ETS) sembrano aperti ad accogliere suggestioni diverse, qualche volta in apparenza inconciliabili, che però si possono fondere grazie a un continuo spostamento dei confini, una specie di incessante “rilancio” in una partita a poker. Non a caso il testo di apertura è un tipico catalogo: come da titolo di Coltrane, sono favorite things, sono tutte le cose che hanno potuto generare un’emozione, un ricordo, una forma di esperienza – perché, ci dice esplicitamente Agostinelli nella sua premessa, Continua a leggere →

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GLI HAIKU DI RENZO CREMONA

GLI HAIKU DI RENZO CREMONA

Per le Edizioni del Leone è apparso Tundra, un’altra convincente opera di Renzo Cremona. Spicca nel panorama italiano degli haijin questo autore che riesce ad essere classico, ma senza manierismi, e fortemente innovativo, ma senza artificiosi sperimentalismi. Il campo poetico unitario dell’ispirazione, stavolta, è la tundra, declinata con una inusitata fantasmagoria d’inflessioni, e così avvolgenti da portare il lettore dentro un viaggio imprevisto. Pagina dopo pagina questo esile libretto, composto da altrettante “esili” composizioni, gli haiku per l’appunto, aperti e subito sospesi secondo i canoni classici specifici del genere, si manifesta nell’animo del lettore come la rivelazione sistemica di orme a traccia di un avventuroso viaggio. Passando dai silenzi artici e dalla rarefazione di forme delle spoglie Continua a leggere →

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LE SPERIMENTAZIONI DI ALBERTO CAPPI

LE SPERIMENTAZIONI DI ALBERTO CAPPI

Alberto Cappi è un poeta che si è imposto dentro quel particolare movimento letterario definito “neoavanguardia”. Si tratta di uno dei più spericolati ed efficaci sperimentalisti. I suoi libri di poesia (Alfabeto, Per versioni, Piccoli Dei, Il sereno untore, Visitazioni, La casa del custode, che coprono gli anni dal 1973 al 2004), oltre a molte plaquette, saggi critici, traduzioni, lo testimoniano. Nel Secondo Novecento si è imposto come il cultore della estrema manipolazione della parola, con ardite combinazioni, inverosimili concertazioni, disarticolazioni e ricostruzioni. Un lavoro di scavi, rotture, ricomposizioni: una scrittura unica e carismatica, al di là del significato, che alla fine Continua a leggere →

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LO SGUARDO DI NADIA SCAPPINI SULLA BELLEZZA

 

LO SGUARDO DI NADIA SCAPPINI SULLA BELLEZZA

Apparizione di aggettivo ardita e apprezzabile perché apparentemente incongrua, la parola «democratica» ti sorprende nella penultima riga della poesia che Nadia Scappini ha dedicato alla cala dei ginepri nel golfo di Orosei, posto molto bello della bella isola di Sardegna. L’epigrafe è del grand’esploratore di fede e terra, Teilhard De Chardin («Tutto quel che ascende converge»), ed è sciolta così in una composizione che evoca una preghiera claustrale all’aurora… “fino a scorgere / il barbaglio della rosa / che si fa via via attesa dentro / un fremito che bacia e che rincuora / e fa sentire rette la solitudine / le scarne parole a labbra giunte / l’orazione dell’orecchio che trattiene / appena il seme che ascende / e converge in virtù della bellezza / rara e democratica di ogni filo d’erba / della Continua a leggere →

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L’OLTRECLINICA DI OTTIERO OTTIERI

L’OLTRECLINICA DI OTTIERO OTTIERI

Il protagonista dell’insolito poema L’infermiera di Pisa (Garzanti) di Ottiero Ottieri è un “rifugiato” in clinica, dove si abbandona all’affabulazione e alla scrittura per reagire a insofferenza e noia. “Aveva fatto della clinica un mondo, / del mondo una clinica” dice di lui l’autore, “sognava libertà ad occhi aperti / libertà da tutto.” Spinto all’azione dai medici, il protagonista è recalcitrante e incline, piuttosto, alle divagazioni della mente. Una mente che a tratti è assalita dalle ossessioni, nell’incapacità di superare i traumi del passato, e in una sorta di condanna inevitabile, dalla Continua a leggere →

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LA POESIA DELLA SETTIMANA: ROSSI TESTA

Roberto Rossi Testa

L’ULTIMA PAGINA

È morta prima d’essere

la storia che avrei scritto.

Sbircio l’ultima pagina:

bianca, ma in controluce

ha già solchi tracciati,

e la penna mi cade.

Stesi le mani a un fuoco

che fa battere i denti;

meglio allora l’aperto,

scaldarsi nella corsa,

gridando “Ancora grazie”

correre ciecamente

all’abbraccio del vuoto.

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IL GIARDINO DI FRANCESCA BRANDES

IL GIARDINO DI FRANCESCA BRANDES

Quando la poesia verifica la possibilità dell’empatia e la rende presente, ha già realizzato uno dei desideri del lettore: quello di sentirsi accompagnato per mano dentro la parola, che diventa “luogo sensibile”. Nella nuova raccolta di Francesca Ruth BrandesStorie dal giardino (La Vita Felice), la sensibilità è viva in tutte le sue accezioni e soprattutto nell’”atto a comprendersi dall’anima” emozioni e sensazioni: ciò risiede già nel titolo e nel moto a luogo che si trova lì; il “giardino”, raccoglie e ingloba vicende e trame, tutte le narrazioni e una memoria che vi trova sede. “Giardino” tutt’altro che “spazio chiuso”: non c’è alcun recinto nella poesia che oggi leggeremo qui, o se c’è è la «realtà» che dà inizio al procedere poetico, dato da una fiducia consistente nel “vero” quanto in ciò che si incontrerà Continua a leggere →

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LE SATIRE DI MARCO IGNAZIO DE SANTIS

LE SATIRE DI MARCO IGNAZIO DE SANTIS

L’ultimo libro di Marco Ignazio de Santis, Ritorno di fiamma, con sottotitolo: poesie umoristiche e satiriche (Genesi Editrice), si fa leggere invogliati da un titolo che intriga e da una immagine di copertina, con l’opera “L’agitatore” di George Grosz, che mette subito in moto la fantasia grazie a un disordine di strumenti musicali agitati dall’uomo al centro della scena, circondato da attenti, stupiti, forse felici ascoltatori, in una sarabanda di suoni, rumori, melodie. E tutto è frastuono e tutto è visionaria realtà che segna passi in fuga, seni statici, messi in mostra a bella posta per tentazioni visive e uditive, miste a un peccato di gola e della mente in debito con un piatto fumante e un buon bicchiere di vino, mentre su tutto l’ironia regna sovrana in un tentativo di ordine in tanto disordine di realtà di colori e di stupori. Il Continua a leggere →