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TRA SOGNO E MEMORIA CON GIAN CITTON

TRA SOGNO E MEMORIA CON GIAN CITTON

Il fascino della poesia di Gian Citton risiede in primo luogo nella scrittura che la plasma e in quella incantata freschezza del linguaggio dialettale feltrino che rinnova nel miracolo ogni volta la trasparenza aurea delle cose antiche della vita e del mondo che si tramandano rinnovandosi di generazione in generazione. In questo suo nuovo libro La chanson de Medzatèra (Book Editore) Gian Citton si fa interprete di tale cristallina leggerezza, nelle tre parti che lo compongono. La fervida immaginazione, la gentilezza e la sorridente ironia, tra sogno e memoria, fanno trovare la vera concentrazione attraverso quello sguardo che per distrazione evita l’abbaglio dell’evidenza, arrivando all’essenza più autentica, sia nell’iniziale poemetto di specie civile che nell’elegiaca seconda parte che nel polittico finale dedicato all’antico quartiere Mezzaterra di Feltre. La capacità immaginativa è il motore della poesia di Gian Citton: un’energia continuamente in  movimento e tale da trasfigurare da immagine a immagine, in un vorticoso bestiario di situazioni, con una grazia e una delicatezza capaci in poesia di una incisività maggiore di quella del bisturi, frutto anche della naturalezza autentica del suo dialetto. Nella sua ricchezza di sfumature Gian Citton, anche in questo libro, trascrive l’inquieta ricerca di un’identità, con uno scarto ogni volta, psicologico o sentimentale, rispetto alla scena naturale in sé. Ed è la cifra di sostanza e di stile della sua maturità di poeta.

Paolo Ruffilli

Literary.it

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